SIAMO STATI A ROMA

Siam partiti in trentasette la mattina del ventuno,
con il pulman di Manenti per andare ad un raduno.
Ci aspettavano alla Chiesa della lunga scalinata,
dopo canti e stonature siamo andati in passeggiata.


Quant' bella sempre ROMA con il sole e la sua gloria,
e la guida al nostro fianco ci ha narrato la sua storia.
Nei tre giorni di trasferta successo un po' di tutto,
ci siam persi, ritrovati, sempre uniti, sempre in gruppo.


Si distinto per bravura il tenore Pietro il bello,
fra la folla esagerata sventolava il gran cartello
Ermes con fatica immane e col cuore sempre in gola
trasportava per le scale gli spartiti e la pianola.


Nella sera del concerto prima della esecuzione
ci presenta poi l'Emilia con sua buona introduzione
mentre Mario col violino e poi Marco al pianoforte
con le pause e sibemolle fan tremar tutte le porte.


E Rosaria assai elegante con la stola di visone
con al braccio la sua Bruna fece grande figurone,
mentre a piedi per il centro, l'Antonietta e la Giovanna
si staccavano dal gruppo, sempre avanti d'una spanna.


Poi la Dina e la Deanna nell'Albergo a quattro stelle
in silenzio nel salone han mangiato a crepapelle,
e che dire di Leopoldo sempre vigile ed attento!
Controllava che ci fosse al completo il reggimento.


La pi seria stata Bruna stretta al braccio dei contralti
ma il pi lento era Filippo, non veniva mai avanti.
E poi l'Ester con la mamma tutte in ordine e posate
come Idina e poi la Rina dolci voci ben dosate.


E la Fulvia ci ha colpito per la sua grand'eleganza
naturale, molto sobria, ah che classe, che portanza!
Ma l'Alice e la Lucia al mattino a colazione
coi panini e le brioche, grande inizio di stagione!


Sono proprio bella coppia i signori Tubertini
e Domenico e Luigi sembran seri e birichini.
Forse il Prof. Zanoni con la dolce sua signora
di tornare presto a casa non vedevan proprio l'ora.


Le signore pi distinte si notavan da lontano
Erano Lorena e Paola che cantavan piano piano.
Ma la gioia esagerata che teniamo dentro il cuore
fu domenica mattina nella casa del Signore


fra migliaia di coristi tutti con il libro in mano
cantavamo con potenza un bel canto gregoriano,
nelle volte della Chiesa sotto il grande cupolone
s'innalzavano le voci mentre andava la funzione


ed Ernesto sull'altare tra i suoi diaconi officianti
certamente lui pregava per noi tutti ed i mancanti,
e la piazza era strapiena di persone in pieno sole
sentivamo il nostro PAPA e le sue grandi parole.


E Matteo sempre affannato, senza un attimo di sosta
Con i cori in gran trasferta, lui faceva Roma-Ostia.
ora basta, dico solo poche cose che riguardano la gita:
io con voi sto proprio bene e mi sono divertita


ma la grande amicizia si vede sempre all'occorrenza
per fortuna, per fortuna che a Roma c'era Renza.

Mirella

Lugo 14.12.2003

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